martedì 10 novembre 2009

UE: l’Europa e il crocefisso, la cristianofobia al potere


Riporto un articolo del prof. Massimo Introvigne, apparso sul sito http://www.cesnur.org/.


Ci siamo. Da diverso tempo si accumulavano i segnali di un prossimo colpo delle istituzioni europee contro il Cristianesimo e la Chiesa Cattolica. Qualche mese fa, il 4 marzo 2009, avevo avuto occasione di partecipare come esperto a Vienna a una conferenza dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) dove era stato lanciato l’allarme su una montante “cristiano fobia”, che in diversi Paesi non si limitava più alla propaganda ma si esprimeva in leggi e sentenze contro la libertà religiosa e di predicazione dei cristiani e contro i loro simboli.


L’attacco anticristiano si era finora svolto in modo prevalentemente indiretto, attraverso la proclamazione di presunti “nuovi diritti”: anzitutto, quello degli omosessuali a non essere oggetto di giudizi critici o tali da mettere in dubbio che le unioni fra persone dello stesso sesso debbano godere degli stessi riconoscimenti di quelle fra un uomo e una donna. Tutelando gli omosessuali non solo – il che sarebbe ovvio e condivisibile – da violenze fisiche, ma da qualunque giudizio ritenuto discriminante ed etichettato come “omofobia”, le istituzioni europee violavano fatalmente la libertà di predicazione di tutte quelle comunità religiose, Chiesa Cattolica in testa, le quali hanno come parte normale del loro insegnamento morale la tesi secondo cui la pratica omosessuale è un disordine oggettivo e uno Stato bene ordinato non può mettere sullo stesso piano le unioni omosessuali e il matrimonio eterosessuale.


La sentenza Lautsi c. Italie del 3 novembre 2009 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo segna il passaggio della cristianofobia dalla fase indiretta a una diretta. Non ci si limita più a colpire il cristianesimo attraverso l’invenzione di “nuovi diritti” che, proclamando il loro normale insegnamento morale, le Chiese e comunità cristiane non potranno non violare, ma si attacca la fede cristiana al suo cuore, la croce. I giudici di Strasburgo – dando ragione a una cittadina italiana di origine finlandese – hanno affermato che l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche italiane viola i diritti dei due figli, di undici e tredici anni, della signora Lautsi, li «perturba emozionalmente» e nega la natura stessa della scuola pubblica che dovrebbe «inculcare agli allievi un pensiero critico».


Ove tornasse in Finlandia, la signora Lautsi dovrebbe chiedere al suo Paese natale di cambiare la bandiera nazionale, dove come è noto figura una croce, con quale perturbazione emozionale dei suoi figlioli è facile immaginare. Basta questa considerazione paradossale per capire come, per qualunque persona di buon senso, la croce a scuola o sulla bandiera non è uno strumento di proselitismo religioso ma il simbolo di una storia plurisecolare che, piaccia o no, non avrebbe alcun senso senza il cristianesimo. In Italia la signora Lautsi intascherà cinquemila euro dai contribuenti – un piccolo omaggio della Corte di Strasburgo – e avrà diritto di far togliere i crocefissi dalle aule dove studiano i figli. Certo, ci sarà l’appello, e giustamente il nostro governo rifiuterà di applicare questa sentenza ridicola e folle. Ma le “toghe rosse” italiane si sentiranno incoraggiate dai colleghi europei. Che non sono tutti “stranieri” dal momento che uno dei firmatari della sentenza è il giudice italiano a Strasburgo, il dottor Vladimiro Zagrebelsky, campione – insieme al fratello minore Gustavo – del laicismo giuridico nostrano.

lunedì 13 aprile 2009

Benedetto XVI: la risurrezione di Gesù non è una teoria


"Non è un mito né un sogno, non è una visione né un'utopia, non è una favola, ma un evento unico ed irripetibile: Gesù di Nazaret, figlio di Maria, che al tramonto del Venerdì è stato deposto dalla croce e sepolto, ha lasciato vittorioso la tomba.

Se Cristo non fosse risorto, il 'vuoto' sarebbe destinato ad avere il sopravvento.

Se togliamo Cristo e la sua risurrezione, non c'è scampo per l'uomo e ogni sua speranza rimane un'illusione".
Con la resurrezione di Cristo, non è più il nulla che avvolge ogni cosa, ma la presenza amorosa di Dio".

sabato 7 marzo 2009

L'altra faccia di Carlo Marx - Was Karl Marx a satanist?


Vi segnalo per puro diletto uno dei libri che a breve leggerò, L'altra faccia di Carlo Marx di Richard Wurmbrand, nel frattempo qualche informazione non proprio celebrativa di Moses Kiessel Mordechai Levi (cioè Marx) :


del dott. Luigi Villacon la collaborazione del dott. Franco Adessa


Carlo Marx: il cui vero nome era Kiessel Mordechai, fu iniziato alla "Loggia Apollo" di Colonia i. Il suo "Manifesto Comunista" non è altro che la codificazione del programma e dei principii rivoluzionari che aveva stabiliti, settant’anni prima, il fondatore degli Illuminati di Baviera, Adam Weisshaupt.


Carlo Marx, nel periodo della stesura del Manifesto Comunista, apparteneva alla Lega degli Uomini Giusti, un gruppo misterioso che non era altro che un succedaneo dell’Ordine degli Illuminati di Baviera, costretti a ritirarsi nella clandestinità dopo esser stati smascherati dalla polizia bavarese, nel 1786.


Nell’Enciclopedia ebraica si legge che Mazzini e Marx furono incaricati di preparare l’indirizzo e la costituzione della "Prima Internazionale" (Comunista).


Nel 1847, gli "Illuminati inglesi" affidarono a Marx ed Engels il compito di rielaborare i princìpi della sètta in forma nuova e "scientifica", mentre i finanziamenti necessari per la pubblicazione del "Manifesto Comunista" provennero da Clinton Roosevelt e Horace Greely, entrambi membri della "Loggia Columbia", fondata, a New York, dagli Illuminati di Baviera.


Giuseppe Mazzini: fu iniziato alla "Carboneria" tra il 1827 e il 1829. Nel 1864, il Grand e Oriente di Palermo gli accordò il 33° grado. Il 3 giugno 1868 fu proclamato "Venerabile" perpetuo, ad honorem, nella Loggia "Lincoln" di Lodi, e lo si propose per la carica di Gran Maestro. Il 24 luglio 1868 fu nominato membro onorario della Loggia "La Stella d’Italia" di Genova, e il 1°ottobre 1870, della Loggia "La Ragione", dello stesso Oriente.


Ora, siccome i "Carbonari" appartenevano agli "Illuminati di Baviera", lo stesso vale per Mazzini vi, il quale apparteneva ai vertici della Massoneria, così da divenire il Capo d’Azione politica, succeduto al Nubius, già Capo dell’"Alta Vendita": una Istituzione facente parte dell’Ordine degli Illuminati di Baviera, e che aveva il compito di formulare la strategia da adottare per l’annientamento della Chiesa cattolica.


A prova di questa enorme potenza di Mazzini, si leggano queste sue righe che troviamo in una sua lettera ad Albert Pike, Sovrano Pontefice della Massoneria Universale: «La prima Guerra Mondiale - scrive Mazzini - (dovrà servire) per consentire agli Illuminati di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo (che dovrà essere utilizzato) per distruggere altri Governi e indebolire le religioni».


A questo punto, non può sfuggire l’aggancio del comunismo - e, quindi, anche di quello italiano! - alla Massoneria, che l’ha voluto, l’ha ideato e, con l’Ordine degli Illuminati di Baviera, durante gli anni della Rivoluzione francese, ha tentato di portare a termine le sue finalità sataniche.


Giova ricordare qui che non solo Massimiliano Robespierre ix ma quasi tutti i capi della Rivoluzione francese erano massoni, appartenenti alla sètta satanica degli Illuminati di Baviera. Erano, infatti, membri della sètta anche il duca di Orleans, il Necker, La Fayette, Barnave, il duca di Rochefoucault, Mirabeau, Payne, Fauchet x, Clootz e Talleyrand xi; praticamente lo "Stato Maggiore" della Rivoluzione!


Riporto infine una frase dello scrittore politico spagnolo Juan Francisco María Donoso Cortés "il socialismo è forte perché è una teologia, ed è distruttore perché la sua è una teologia satanica".

giovedì 5 marzo 2009

L'Iran prende a sberle Obama


Khamenei: “Anche il nuovo presidente dell’America, arrivato al potere con slogan che promettevano il cambiamento delle politiche di Bush, sta difendendo il terrorismo di Stato parlando di impegno incondizionato per la difesa di Israele. Un altro grande errore è dire che l’unico modo per salvare il popolo palestinese è attraverso il negoziato. Ma negoziati con chi? Con un regime occupante e tiranno, che non crede in nessun altro valore che la forza? O negoziati con l'America e la Gran Bretagna che hanno commesso un crimine odioso creando e appoggiando questo tumore canceroso...?. L'unico modo per salvare i palestinesi è rimanere fermi e resistere. L’Olocausto è stato utilizzato per usurpare la terra dei palestinesi; l’Occidente e Israele mostrano la loro debolezza quando non consentono a nessuno di mettere in dubbio la Shoah”.

L'inverno demografico e il futuro dell’Europa

Il 4 marzo si è svolta, presso il Parlamento europeo a Bruxelles, una Conferenza dal titolo “Inverno demografico e il futuro dell’Europa”, organizzata dal Gruppo Del Partito Popolare Europeo (PPE) e dell’ELFAC - European Large Families Confederation (Confederazione di associazioni delle famiglie numerose europee).
Nel corso della Conferenza svoltasi mercoledì scorso, è stato presentato un documentario, che, per esplicita dichiarazione degli stessi organizzatori, ha l’obiettivo di sollecitare i Parlamentari europei affinche “prendano coscienza della gravità del problema (meno due milioni di nuove nascite all’anno tra i Paesi dell’Europa dei 27!) e siano più incisivi verso quei paesi, come l’Italia, che tardano a prendere misure serie per contrastare la bassissima natalità e continuano ad attuare politiche fiscali e tributarie che colpiscono duramente proprio le famiglie che hanno messo al mondo più figli”.
Il documentario sintetizza efficacemente i rischi dell’Europa a causa del crollo verticale della natalita - 50% in 50 anni -, che ha determinato “l’inverno demografico” del continente, ulteriormente aggravato dall’aumento dell’attesa di vita. Conseguenza di ciò potrebbe essere il peggioramento della già grave crisi economico-finanziaria attuale, sino al collasso economico. Ad esempio, un piccolo Paese come la Lettonia vede a rischio la propria sopravvivenza.
A partire dagli anni 70, quando si temeva la “bomba demografica”, sono cessate del tutto le già scarse politiche familiari e di promozione della natalità, sino al dramma odierno, di cui le prime vittime sono le famiglie numerose. Il documentario afferma che condizione essenziale per la ripresa e lo sviluppo è il rilancio della natalità, per tornare all’attivo del saldo demografico, e quindi condizione indispensabile è il rilancio di una sera politica a favore della famiglia.

USA: lo Stato di Washington legalizzerà il suicidio assistito

Quello di Washington diventa così il secondo Stato nordamericano, dopo l'Oregon, a legalizzare questa pratica, che “permette ai pazienti con un'aspettativa di vita diagnosticata inferiore a sei mesi che venga prescritta loro una dose letale di farmaci”.
La legge è stata approvata con referendum popolare il 4 novembre scorso e richiede che il paziente sia maggiorenne, in possesso delle sue facoltà mentali e residente nello Stato.

sabato 31 gennaio 2009

Quanto costerà agli americani l’Obamanomics ambientale?

Il piano di rilancio dell’economia americana sarà verde. Il nuovo presidente Barack Hussein Obama, lo ha annunciato a chiare lettere: raddoppiare le fonti rinnovabili in 3 anni, lanciare il più grande piano di restauro di edifici pubblici, scolastici e abitativi per renderli compatibili con i nuovi criteri di risparmio energetico, spingere l’industria automobilistica a produrre auto ecologiche, finanziare la ricerca sullo sviluppo sostenibile.....

Ma tutto questo si era già visto e non aveva lasciato un bel ricordo agli americani. Come spiega Michael Lynch, ricercatore del Mit e presidente dello Strategic Energy and Economic Research (il cui studio è stato pubblicato mercoledì dall’Istituto Bruno Leoni), il presidente Jimmy Carter aveva dettato un’agenda di politica energetica molto simile. Nella seconda metà degli anni ’70, gli ecologisti avevano paura di un raffreddamento globale, mentre oggi va di moda la teoria del riscaldamento globale. Anche allora i Paesi arabi produttori di petrolio mantenevano alti i prezzi: all’insediamento di Carter erano passati appena due anni dallo “sciopero” dell’Opec. Si parlava, anche allora, di irreversibilità del rialzo del prezzo al barile, pensando alla fine imminente (si pensava al primo ventennio del 2000) delle riserve di petrolio. Cosa che rendeva competitiva le nuove fonti rinnovabili. Carter lanciò la sua triplice offensiva verde esattamente come Obama: auto ecologiche, risparmio energetico, fonti rinnovabili. Non ha funzionato nessuna delle tre. Il mercato delle auto ecologiche non ha retto la competizione: gli americani sono tornati ben presto a comprare grandi macchinone che consumano tanta benzina; le fonti rinnovabili (soprattutto il fotovoltaico) si sono rivelate anti-economiche e a parte i pannelli solari simbolicamente installati alla Casa Bianca, non hanno sostituito, se non in minima parte, le fonti tradizionali. Il petrolio, lungi dall’essere in via di esaurimento, è tornato a costare poco e a rendere non competitiva l’alternativa verde.

Se negli anni ’70 la politica di Carter ha fatto flop, perché dovrebbe funzionare oggi? Le condizioni sono simili, con l’aggiunta di una grave crisi economica.

Da un punto di vista pratico, è molto difficile che la nuova politica ambientalista funzioni più di quella promossa, a suo tempo, da Jimmy Carter. Il petrolio non è in via di esaurimento e il suo prezzo non è destinato a crescere in eterno

Le auto ecologiche sono il 2% del mercato. Nessuno dei 10 veicoli più scelti negli Stati Uniti è un’auto a basso consumo. Eppure la nuova amministrazione, andando contro le leggi della domanda e dell’offerta, vuole imporre l’auto ecologica